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Regole, ASP e vicini: cosa controllare prima di prendere galline

La nonna le regole le aveva in testa: le uova della domenica alla signora del primo piano, il cortile spazzato ogni sabato, mai un gallo. Erano regole di buon vicinato, e valgono ancora. Oggi però ci sono anche quelle scritte, e conviene conoscerle prima di montare il primo chiodo.

Di Antonino Cusumano, falegname a PalermoUltimo aggiornamento: Lettura: 7 minuti

Un modulo di registrazione con il timbro del servizio veterinario ASP, un condominio palermitano e una gallina con il fumetto niente galloREGISTRAZIONESERVIZIO VETERINARIOASP · DETENTOREniente gallo
Le tre cose da mettere in ordine: la registrazione all'ASP, il regolamento del condominio e un accordo chiaro con i vicini. Niente gallo.

Premessa onesta. Non sono un avvocato né un veterinario: sono un falegname che si è informato prima di cominciare. Le norme citate qui sono quelle nazionali; Comuni e Regioni aggiungono regole proprie, diverse da posto a posto. Questa pagina non sostituisce il parere degli uffici competenti: verifica con il tuo Comune, la tua ASP e la tua Regione.

La registrazione al servizio veterinario dell'ASP

Con il D.Lgs. 134/2022, che ha riordinato il sistema di identificazione e registrazione degli animali, chi detiene pollame deve essere registrato presso il servizio veterinario competente, anche se tiene poche galline solo per le uova di casa. In Sicilia il servizio veterinario fa capo alle Aziende sanitarie provinciali: a Palermo è il Dipartimento di prevenzione veterinario dell'ASP.

Perché serve? Se in zona compare una malattia come l'influenza aviaria, i servizi veterinari devono sapere dove sono gli animali per avvisare e controllare. Non è una tassa sul pollaio: è una mappa.

Cosa mi hanno chiesto

  • i dati del detentore, cioè chi si occupa degli animali, con codice fiscale;
  • l'indirizzo esatto del ricovero;
  • specie e numero di animali, e lo scopo: autoconsumo familiare;
  • di comunicare le variazioni: nuovi arrivi, morti, cessazione.

Le modalità pratiche, gli eventuali moduli online e i costi cambiano da ASP ad ASP. Telefona o passa allo sportello del servizio veterinario del tuo distretto e chiedi prima di comprare le galline. Fallo per iscritto, se puoi: una email con la risposta è il documento migliore da conservare.

Il Comune: igiene e polizia urbana

Ogni Comune ha un regolamento di igiene e uno di polizia urbana, a volte anche un regolamento per il benessere degli animali. Lì si trovano le regole su chi può tenere animali da cortile in città, dove e quanti. Nei regolamenti che ho letto, di Palermo e di altri comuni siciliani, le cose che si trovano spesso sono queste:

Regole comunali che si trovano spesso: valori indicativi, non nazionali
TemaCosa si trova spesso
Distanza del ricovero10–25 m dalle abitazioni altrui, a volte di meno per pochi capi in autoconsumo.
Numero di animaliLimiti per il «piccolo allevamento familiare», spesso tra 10 e 20 capi.
ZoneDivieti o limiti più stretti nei centri storici e nelle zone densamente abitate.
IgienePulizia regolare, smaltimento della pollina, lotta a ratti e mosche.
RumoreRimandi al riposo dei vicini, di fatto il problema del gallo.

Sono valori che si trovano spesso, non regole uguali ovunque. Il testo che vale è quello del tuo Comune, nella versione aggiornata: chiedilo all'ufficio che segue igiene pubblica e animali in città, oppure alla polizia municipale.

Il Codice civile e i vicini

Anche con tutte le carte in regola, il rapporto con chi abita accanto si gioca su tre articoli.

  • Art. 844 c.c., immissioni. Il vicino non può impedire fumi, odori e rumori che non superano la «normale tollerabilità», tenendo conto dei luoghi. Quattro galline pulite in un cortile di solito restano sotto. Un ricovero sporco sotto la sua finestra, no.
  • Art. 2052 c.c., danni cagionati da animali. Chi ha l'animale risponde dei danni che fa, anche se è scappato. Una gallina nell'orto del vicino o sul cofano di un'auto è un problema tuo.
  • Art. 659 c.p., disturbo del riposo. Riguarda anche chi non impedisce gli strepiti degli animali. È il motivo per cui il gallo in città è una pessima idea.

In pratica: pollina tolta ogni settimana e messa in una compostiera chiusa, mangime nel bidone di metallo, ricovero lontano dalle finestre altrui, galline chiuse la notte. E qualche uovo, ogni tanto, a chi abita accanto. La nonna lo faceva senza sapere che esisteva l'articolo 844.

Il condominio

Se abiti in condominio, le domande sono due: di chi è lo spazio e cosa dice il regolamento.

Di chi è lo spazio

Un cortile comune è di tutti. L'art. 1102 c.c. permette a ciascuno di usare la cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di usarla. Un pollaio fisso in un cortile comune occupa spazio in modo stabile: senza un accordo in assemblea, il rischio di lite è alto. Un terrazzo o un giardino di proprietà esclusiva è diverso, ma restano le regole del Comune e il Codice civile.

Cosa dice il regolamento

L'art. 1138 c.c. regola il regolamento di condominio. Dal 2013 il suo ultimo comma dice che le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici. Se le galline rientrino tra gli «animali domestici» in questo senso è una questione discussa, e un regolamento di origine contrattuale, firmato da tutti negli atti d'acquisto, può contenere limiti all'uso delle parti comuni. Leggi il regolamento intero e, se c'è un dubbio, chiedi all'amministratore e porta il progetto in assemblea.

Come ho fatto io. Nel cortile della bottega non c'è condominio, ma molti lettori ci sono passati. Chi ha avuto successo ha portato in assemblea tre cose: il disegno del pollaio con le misure, la registrazione all'ASP e una promessa scritta su pulizia e niente gallo.

Il gallo: perché no

Le galline fanno le uova anche senza gallo. Il gallo serve solo se vuoi pulcini, e in città vuol dire canto alle quattro e mezza del mattino, d'estate anche prima. È il primo motivo di esposti e di liti, e con l'art. 659 c.p. e l'art. 844 c.c. il vicino ha strumenti seri. La risposta è semplice: niente gallo. Se compri pulcini non sessati, metti in conto che metà saranno maschi e chiedi prima all'allevatore se li riprende.

Influenza aviaria e ordinanze

In alcuni autunni e inverni, quando l'influenza aviaria circola tra gli uccelli selvatici, le autorità sanitarie possono emanare ordinanze che chiedono di tenere il pollame al chiuso o sotto rete, di non lasciarlo a contatto con selvatici e di dare acqua e mangime al coperto. Succede più spesso nelle zone umide del Nord, ma può riguardare qualsiasi regione. Con un recinto coperto da rete e mangiatoia sotto tettoia sei già quasi in regola. Quando arrivano gli uccelli migratori, controlla le ordinanze in vigore sul sito della tua ASP o chiedi al servizio veterinario.

Una lettera ai vicini, prima di cominciare

Prima di montare il pollaio ho lasciato due righe nelle cassette di chi si affaccia sul cortile. È la cosa più utile che abbia fatto. Puoi adattare questa:

Gentili vicini, in primavera vorrei sistemare nel mio cortile un piccolo pollaio per quattro galline, senza gallo. Il ricovero sarà dal lato del muro di via ___, lontano dalle finestre. Le galline sono registrate al servizio veterinario dell'ASP, il pollaio sarà pulito ogni settimana e il mangime chiuso in un bidone di metallo. Se avete dubbi o preferenze, suonate pure al mio campanello: ne parliamo davanti a un caffè. Le prime uova sono vostre.

L'ordine giusto delle cose

  1. Ottobre–novembre

    Leggi i regolamenti

    Comune e, se serve, condominio. Conserva copia dei testi.

  2. Dicembre

    Parla con vicini e amministratore

    Lettera, disegno del pollaio, eventuale assemblea.

  3. Gennaio–febbraio

    Chiedi la registrazione all'ASP

    Prima che arrivino le galline, non dopo.

  4. Marzo

    Costruisci e prova

    Pollaio, recinto, settimana a vuoto. Poi le pollastre, con il loro documento di provenienza.